Due

la mia Arte

Due

30 doppi acquerelli che raccontano piccole storie intime, luce e ombra catturati dall’acqua e dal colore.

Serena Marangon, pittrice e insegnante presso il suo Atelier di via Borgo San Pietro a Crema, trasferisce la sua attività dal 2 all’11 giugno presso la propria mostra per accogliere i visitatori con dimostrazioni di acquerello e di disegno.

NOTE di Silvia Merico

Due

La raccolta di questi lavori è il frutto di un pensare per immagini. Lo scorrere del tempo deposita nella mente di Serena Marangon suggestioni, associazioni, idee in una sorta di formato immaginifico che attende di diventare acquarello su carta, la sua tecnica prediletta dotata di grande l’immediatezza. È un linguaggio interiore che procede per lampi, registrando visioni che alla fine vengono raccontate attraverso momenti dipinti; tutto grazie al gioco del colore sulla carta, sfidando il caso e consegnandosi all’acqua.
Sono scatti rubati alla memoria, al quotidiano, al flusso della vita: tutto nasce da un’inquadratura che la colpisce, sia essa una fotografia o uno scorcio di realtà. Di solito a catturare la sua attenzione sono i contrasti di luce e ombra, le assonanze cromatiche, le atmosfere tra loro affini che poi rimangono appese lì e sanno attendere il momento giusto per rivelarsi, un po’ in stile Polaroid, dove l’immagine si fa attendere comparendo senza fretta.
Serena accantona tutto nel suo cosmo figurato e poi in modo spontaneo le immagini si associano; le opere si presentano infatti nel formato di dittici, nel senso che in ogni cornice, sul medesimo foglio, sono dipinti due momenti con tonalità prevalenti sull’ocra, verde, azzurro liquido. La religiosità del dittico è qui declinata nell’intima sacralità di piccoli momenti quotidiani: la loro dualità non è dicotomia ma vocazione al completamento, energia danzante, battito di ali in volo.
Queste diadi dipinte non rappresentano, non illustrano – benché si alimentino alla tavola dell’illustrazione: possono essere lette come un prima e dopo, un dentro e fuori, o più semplicemente come un abbinamento di sensazioni simili, brevi narrazioni che scaturiscono dall’idea di coppia e che l’osservatore può continuare a raccontare nella sua mente.

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